DI COSA SI TRATTA?

Negli ultimi anni, c’è stato un notevole incremento nella impiantistica protesica del ginocchio, tale aumento è dovuto agli ottimi risultati clinici ottenuti grazie ad una costante evoluzione dei biomateriali, dei disegni geometrici degli impianti, e ad una crescente ottimizzazione delle tecniche chirurgiche.
Le protesi di ginocchio vengono impiantate prevalentemente a fronte di una patologia artrosica, legata all’usura della cartilagine.

I SINTOMI

I sintomi che inducono il paziente e il chirurgo ad eseguire l’intervento di sostituzione protesica, consistono essenzialmente nel dolore, che aumenta con la deambulazione e con la stazione eretta prolungata. Successivamente la funzionalità articolare diventa limitata prima dal dolore, poi dagli ostacoli di natura meccanica che possono impedire la normale escursione articolare. Il ginocchio tende a bloccarsi in semiflessione, e la deambulazione di conseguenza, diventa difficoltosa con ripercussioni sulla colonna vertebrale, e sovraccarico sul ginocchio controlaterale.

LA PROTESI

L’impianto protesico può essere totale o parziale (chiamata anche monocompartimentale), a seconda del danno artrosico, dall’età del paziente, e dalle caratteristiche meccaniche dell’arto interessato.

Si tratta di impianti altamente sofisticati, biocompatibili e con un disegno geometrico che simula in tutto e per tutto il normale movimento articolare del ginocchio. Nel preoperatorio, si effettua uno studio computerizzato del ginocchio, e dell’impianto più idoneo per il paziente, in modo tale da avere una protesi “su misura”.

L’impianto prevede una componente metallica femorale e una tibiale, tra le due, un inserto in polietilene ad alta densità per garantire un armonico e fisiologico scivolamento tra le due componenti.

Nel postoperatorio, il paziente comincia dal giorno dopo ad effettuare una ginnastica passiva con l’utilizzo di macchinari per la facilitazione della flesso estensione, il carico è consentito a circa 2 giorni dall’intervento, seguirà un rigoroso programma di recupero articolare e di tonificazione muscolare di circa un mese, durante il quale, comunque il paziente può deambulare con l’ausilio di bastoni canadesi

La durata delle attuali protesi in dotazione si aggira intorno ai 25/30 anni

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