COSA E’?

La funzione principale della cartilagine articolare, è quella di rivestire le superfici ossee in modo da permettere un reciproco armonico scorrimento. In condizioni di normalità si presenta liscia e ben levigata in modo da ridurre l’attrito.

A volte per fattori traumatici o degenerativi, l’integrità del tessuto cartilagineo viene meno, con conseguente alterazione strutturale e meccanica.

Di fatto gradualmente la cartilagine di superficie viene consumata mettendo in risalto l’osso sottostante con conseguente condizione di attrito. La fase iniziale di sofferenza cartilaginea si chiama condropatia, l’esposizione dell’osso artrosi.

FATTORI DETERMINANTI

I fattori che possono determinare tale alterazione possono essere  l’età (ci sono individui che prima degli altri consumano velocemente il manto cartilagineo), fattori ereditari, ormonali, tipo di vita e abitudini lavorative o sportive, obesità, diabete. Tra i fattori locali, le alterazioni meccaniche come le displasie congenite nei bambini, le ginocchia vare o valghe negli adulti, i fattori traumatici conseguenti a fratture articolari. E’ indicativo come certe categorie di individui quali parquettisti, piastrellisti, idraulici, suore, ed altri, possono sviluppare una precoce condropatia delle ginocchia che può con il tempo sfociare ad un vero e proprio processo artrosico.

GLI SPORTIVI

Gli sportivi che praticano attività usuranti per le articolazioni hanno maggior probabilità di sviluppare una sofferenza condrale. Le articolazioni maggiormente soggette a sofferenza della cartilagine, sono quelle sottoposte al peso corporeo (ginocchio, anca, caviglia), e la sintomatologia varia a seconda del distretto esaminato.
Per il ginocchio il dolore si manifesta dopo sforzo, nel fare le scale (soprattutto nello scendere), a volte versamenti articolari e iniziale limitazione articolare, nell’anca oltre al dolore in regione inguinale, si evidenzia un certo impaccio nel mettersi le calze o accavallare le gambe, per la caviglia il fastidio nel camminare.
Ogni specialista adotta una propria strategia terapeutica. Nelle fasi iniziali, è possibile iniziare con un trattamento conservativo fisioterapico utilizzando macchinari biostimolanti, ginnastica articolare , ginnastica in acqua, potenziamento selettivo muscolare. Nei casi intermedi trova favorevole riscontro la terapia infiltrativa con  acido ialuronico, o con fattori di crescita (vedi capitolo dedicato).

TERAPIE

Nelle condropatie resistenti al trattamento infiltrativo, si procede a quello chirurgico. Sono svariate le tecniche chirurgiche che si possono adottare e variano in base alla gravità e alla zona da trattare.  Nei casi in cui si evidenzi un danno focale e circoscritto della cartilagine, si può effettuare un trapianto cartilagineo di tipo autologo o di sintesi. Nel primo caso si preleva una piccola porzione di cartilagine dal paziente stesso in una zona non sottoposta a carico, e lo si invia in laboratori specializzati alla coltura cellulare. Attraverso metodiche di clonazione tissutale dopo circa un mese si assiste ad una ampia colonizzazione di condrociti. Tali cellule vengono inserite all’interno di un supporto chiamato scaffold, il quale verrà poi impiantato chirurgicamente per colmare il danno condrale

Altra metodica è quella di trapiantare un intero “blocchetto” osteocartilagineo da una porzione non di carico del paziente per andare a riempire il danno. Nei prodotti di sintesi invece, il danno cartilagineo viene regolarizzato da un prodotto di laboratorio simil – cartilagineo biocompatibile in un unico intervento.
La nuova frontiera terapeutica è rappresentata dall’utilizzo di cellule staminali, in grado di ricostruire selettivamente il tessuto cartilagineo.

SPECIALIZZAZIONI

PROTESI GINOCCHIO
PROTESI ANCA
PROTESI SPALLA
ARTROSCOPIA
MENISCHI
LCA
SPALLA
CARTILAGINE
FATTORI DI CRESCITA